Storia ed identità

L’olio extravergine d’oliva “Terra dei Venti” viene prodotto nell’uliveto sito in Contrada Ragana a Capo San Marco di Sciacca (AG), zona particolarmente vocata alla produzione olivicola. L’azienda nasce nel 2010 e si insedia in un contesto che ha più di un secolo di vita. L’uliveto, infatti, venne piantato dal trisavolo delle attuali proprietarie alla fine dell’ 800. L’azienda occupa circa 9 ettari, con 1700 piante in produzione. Il sesto di impianto è di 5x6 m, disposto in modo che le chiome non si tocchino tra loro. La cultivar dominante è la Cerasuola (60%), alla quale seguono la Biancolilla (30%) e la Nocellara del Belice (10%). L’azienda è a conduzione familiare, guidata da due giovani laureate che, grazie all’appoggio dei genitori, hanno deciso d’intraprendere un percorso per rivalorizzare e dare nuova vita e identità alle terre della loro famiglia. Particolarmente sentito  è quindi il contrasto tra storia e innovazione: infatti, pur mantenendo forte il legame con terra e tradizione, l’azienda sente la necessità di rivolgere uno sguardo al futuro, puntando su freschezza e dinamicità del marchio e sul miglioramento dei processi produttivi. Sin dalla nascita, infatti, l’azienda si è orientata verso l’agricoltura biologica: le piante non vengono sottoposte ad alcun trattamento chimico, che sia pesticida o fertilizzante, nemmeno a quelli consentiti dalla legislazione vigente. Dal 2010 il terreno viene arricchito biologicamente utilizzando esclusivamente il favino, una varietà nana della più comune fava che, dopo la pratica del sovescio, integra in maniera naturale il terreno di composti azotati. Tutte le piante in produzione in azienda appartengono alle cultivar proprie del territorio (Cerasuola, Biancolilla e Nocellara del Belice) e vengono coltivate secondo le forme tradizionali del comprensorio saccense. L’azienda è inoltre inserita nel comprensorio del D.O.P. “Val di Mazara”. Il protocollo della D.O.P. prevede l’uso esclusivo delle olive provenienti da queste cultivar, in proporzioni diverse tra loro, in funzione dell’andamento produttivo dell’annata. L’azienda ha infine riservato una porzione di terreno alla coltivazione di erbe aromatiche, da destinare sia al consumo diretto che alla produzione di oli aromatizzati. Sono state quindi selezionate, oltre alle aromatiche di maggior utilizzo in cucina (come rosmarino, salvia e timo comune), anche specie neglette di piante siciliane come il timo capitato, l’origano di Sicilia e l’aglio delle vigne.

Processo produttivo

I contadini cominciano a raccogliere le olive non appena esse iniziano l’invaiatura. Questa fase, evidente per il cambio di colore della drupa, rappresenta il momento migliore, in quanto l’oliva non ha raggiunto ancora un’acidità eccessiva e la quantità di sostanze benefiche (tra le quali i tocoferoli) è al massimo. La raccolta anticipata rispetto alla piena maturazione delle olive avviene sempre tra la seconda metà del mese di settembre e la seconda metà del mese di ottobre di ogni anno. Questo permette di avere un olio con caratteristiche organolettiche e sensoriali migliori e, soprattutto, con un grado trascurabile di acidità. Le olive vengono raccolte manualmente secondo la tecnica della “brucatura”, svolta utilizzando solamente dei pettini, senza attrezzi che possano danneggiare le piante o rovinare le drupe. Solo sulle piante di maggiori dimensioni, la raccolta avviene con degli agevolatori meccanici. Le olive vengono fatte cadere sulle reti disposte alla base delle piante e trasferite in contenitori che ne evitano lo schiacciamento, il deterioramento e che impediscono la diffusione dei parassiti. Dopo la brucatura, le olive vengono disposte in cassette aerate e conferite in continuo al frantoio aziendale, dove verranno molite entro poche ore dalla raccolta. Le olive, prima di essere molite, subiscono un processo di defogliazione e successivo lavaggio. La lavorazione delle olive viene condotta a freddo (la temperatura massima di lavorazione va dai 23°C ai 26°C), garantendo il mantenimento dell’integrità organolettica e nutrizionale ottimale del prodotto. 

Sostenibilità ambientale

Le nostre pratiche colturali sono improntate al raggiungimento dei migliori obiettivi di sostenibilità ambientale consentiti sia dalla tipologia di coltivazione che dalle condizioni climatiche e pedologiche del territorio. Non essendo una coltivazione di tipo intensivo, ogni pianta possiede le condizioni ottimali di sviluppo sia della parte aerea che dell’apparato radicale. L’utilizzo del sovescio annuale ed il mantenimento di una copertura erbosa con piante spontanee della zona evita l’impoverimento del terreno, migliorandone la struttura verticale. Per aumentare i livelli di biodiversità, oltre ad aver bandito qualsiasi prodotto chimico di sintesi, l’azienda ha destinato alcune aree a macchia mediterranea, piantando numerose essenze arbustive ed erbacee tipiche delle zone costiere e collinari della Sicilia meridionale. L’azienda ha, inoltre, escluso completamente le arature profonde del terreno a favore di un’erpicatura superficiale, riducendo l’impatto ambientale complessivo dei processi produttivi. Grazie anche alle favorevoli condizioni del suolo, l’uliveto non viene irrigato evitando cosi l’uso delle acque consortili.